martedì 16 dicembre 2008

Cose della vita


Le mie seghe mentali, o che dir si voglia, si insomma quando penso, ecco....

quando faccio i miei viaggi surreali e penso alle cose più inutili di cui probabilmente non frega niente a nessuno.

Questo post è inutile, e parlerà di cose a caso, più o meno inutili.

Tipo spesso mi chiedo come possa ancora venirmi in mente di quando a circa 11-12 anni ero in spiaggia con la mia "amica" giada (una ragazza emiliana che ho frequentato 10 giorni un'estate e 10 giorni l'estate dopo e poi è sparita).

Era un giorno caldo in cui non c'era un cazzo da fare.

Eravamo stese sulla sabbia a pancia in giù a guardare una partita di beach volley.

Ad un certo punto io facendo scivolare la sabbia sulle dita della mia mano socchiusa le ho chiesto:"ma tu ti sei mai chiesta quanti granelli di sabbia ci sono in questa spiaggia? e in tutte le spiagge del mondo? secondo te si possono contare o è una cosa impossibile per l'uomo?"

Al che lei mi ha guardata (con il tipico sguardo di chi non capisce un cazzo) e mi ha risposto: "ma chissenefrega dei granelli di sabbia! secondo te a qualcuno importa di quanti sono?"

Ovviamente io, molto risentita: "a me!"

Lei: "beh, però...sei una che guarda gli aspetti della vita"

Quella frase mi ha colpita tantissimo, insomma avevamo poco meno di 12anni. E ora lo ricordo come se fosse ieri... Perchè io non sono cambiata e a volte queste cose me le chiedo ancora. Sprazzi di vita quotidiana, interrogativi sui quali la maggior parte delle persone non si ferma.



Stò leggendo il secondo libro di Fabio volo (non il secondo cronologicamente parlando, ma il secondo che leggo IO) e mi sono ritrovata (del resto come nel primo) a specchiarmi in quelle pagine così nitidamente, da spaventarmi quasi.
Devo raccontare una cosa, un pensiero che anche fabio ha avuto nella sua infanzia (un pensiero profondo, molto profondo ahahahahahah)
Abitando in un condominio, quasi ogni giorno prendo l'ascensore, un po' per pigrizia e un po' per comodità quando magari ho lo zaino o delle borse della spesa.

Questo mezzo lo utilizzo DA SOLA dall'età di dieci anni circa (prima non sò perchè ma i miei non volevano lo prendessi senza la supervisione di qualche adulto...mah), di viaggi su e giù ne ho fatti tanti, e nei miei tragitti mi è capitato più volte di pensare al marchingegno in cui ero dentro.

Pensavo al contraccolpo di quando si ferma e cercavo di evitarlo con quel piccolo saltino che quando riappoggi i piedi hai una sensazione strana...

ma la cosa a cui più pensavo era l'eventualità che l'ascensore precipitasse nel vuoto.

sarei morta? sarei sopravvissuta? mi sarebbe caduta la lampada in testa? sarei rimasta imprigionata per ore fino alla morte per asfissia??

no, io la mia soluzione ce l'avevo.

Dal momento in cui se qualcosa fosse dovuto precipitare, quel qualcosa non sarei stata certo io ma bensì il sig. ascensore, io avevo escogitato il mio infallibile piano.

Ovvero nel momento in cui mi fossi accorta che il contenitore nel quale ero cominciava a perdere quota più velocemente del solito avrei dovuto mettere due piedi sulle pareti laterali in modo da essere sopraelevata, e lasciare che l'ascensore si schiantasse tranquillamente al suolo. Tanto io ero bella che salva. tze, proprio. (meno male che non ho mai avuto modo di sperimentare -anche perchè non sarei qui ora-)

O in alternativa, come scriveva il vecchio fabio c'è anche l'ipotesi del "saltino a piè pari" un istante prima dello schianto......


Mi sono fatta trip mentali su qualsiasi cosa.

Sulle foglie secche (o se bagnate le "foglie killer"), sui colori, sulla vita dei piccioni, sulle autostrade, sulle persone a caso. ecco le persone a caso hanno stimolato i miei trip preferiti.

Quelle che incroci per la strada, quelle che hai davanti quando aspetti di pagare al supermercato, ma soprattutto quelle che incontri in autobus.

Io per cinque anni ho preso il bus almeno due volte al giorno per andare (25min) e tornare (altri 25 min) da scuola.

E grazie all'acap ho avuto modo di ampliare la mia conoscenza sull'essere umano medio (che non vuol dire italiano medio, bada bene). A volte mi chiedevo se ero solo io ad aver capito che anche se ci si lava i denti, di prima mattina si avrà cmq un alito poco gradevole, e che di conseguenza sarebbe stato meglio avere una scorta di vivident nello zaino.

Ma a parte queste piccolezze, le situazioni viste in autobus in 5anni di andirivieni sono state davvero bizzarre. Inseguimenti, litigi, vomitate, gente che urla o che canta, gente che parla da sola. E io sempre seduta, zitta ad ascoltare il mio lettore cd (o mp3 dopo) e ad osservare.

Quelle poche volte che l'ho scordato a casa me ne sono pentita amaramente. e ho pensato "mai più".

Si ecco mi sono davvero divertita a fantasticare sulle persone che incontravo quotidianamente, alcuni volti erano sempre gli stessi e altri cambiavano.

Alcuni maschietti si mettevano a fissarmi e a comentare tra di loro. Questa è sempre stata una cosa odiosa, quanto meno in autobus, è come se avessero rotto l' intimità col finestrino e con la mia colonna sonora...della serie che più volte avrei voluto urlare "ma che cazzo volete eh?? si può sapere che cazzo avete da guardare morti di seghe???" ecco, per fortuna l'ho tenuto per me.


Ma un bel giorno (che poi grazie a questa cosa diventò terrificante), eccolo. Arriva lui. Si siede di fianco a me: Filippo lo stordito (sapevo il suo nome perchè qualche volta l'avevo sentito chiamare dai suoi amici, dato che prendeva ogni giorno il mio stesso autobus), che dopo mesi (o forse anche un anno) di "radiografie" ininterrotte, mi viene a conoscere nel modo peggiore possibile: "ciao, sai che sono un pr dell'extra? sabato facciamo una festa, vuoi venire al mio tavolo?"

della serie: """hai un nome?????non vuoi sapere il mio?????? ma che razza di approccio è????????""""


Io molto cortesemente ho declinato l'invito con una banalissima scusa del mio ampio repertorio, ma non ricordo il perchè, mi ha incastrata. E' riuscito a spillarmi il numero non sò come, non sò perchè.

Allora. questo ragazzino era brutto, stupido (secondo me da insegnante di sostegno almeno), tachente, insistente, invadente e pure nazi. ecco. ho reso l'idea??

insomma mi credete che dopo qualche settimana mi è toccato cambiare autobus? arrivavo in ritardo a scuola pur di non beccarmelo.

mi attaccava di quelle pezze che non me lo toglievo più.

Avete presente la mattina presto quando vi svegliate, che siete ancora rincoglioniti, con l'occhio semichiuso e l'unica cosa che volete dagli altri è che vi lascino in pace e si facciano i cazzi loro??

ecco.

mi sa che questo aveva una visione opposta della vita.

Salivo in autobus con le mie cuffiette (che avevo intenzione di togliere solo sulla soglia della mia classe), mi sedevo, lui mi vedeva, e pure se magari era dalla parte opposta, con l'autobus strapieno, se lo faceva da nord a sud per venire da me e attaccava con la raffica di domande, o a raccontarmi i cazzi suoi dei quali non me ne fregava niente (anche perchè o erano cazzate o cose così noiose da farti venire voglia di scendere dall'autobus e tornare a casa a dormire), quindi leva le cuffiette, fai finta di ascolarlo, inventati qualche cazzata da rispondere e così fottuto il buongiorno. Insomma avete capito perchè cercavo di prendere il 16 anzichè il 19 e perchè se il 16 era già passato aspettavo il 19 dopo del suo (che cazzo sarebbe dovuto essere anche il mio) arrivando tardi a scuola.

A un certo punto ho persino cominciato a nascondermi....cioè sentite...

non avevo calcolato che chiaramente chi è dentro all'autobus vede chi c'è in fermata...una volta quindi non sono salita sul 19, lui mi ha visto ed è sceso alla fermata dopo per chiedermi come mai non fossi salita!!!!!! al che io avrei voluto tanto avere una lupara nella tasca della giacca, ma ho prontamente risposto: "volevo aspettare quello dopo perchè questo era pieno"

lui: "ah, ok! bene dai ho fatto bene a scendere allora così lo aspettiamo insieme!"

Io: ".....(dio, perchè mi hai abbandonato???)

Da li ho deciso di svegliarmi un quarto d'ora prima per riuscire a prendere il 19 prima del suo e avere tutta la calma del mondo per bermi il mio caffettino prima di scuola. Ma a volte era dura e quando lo perdevo, per aspettare quello dopo andavo al bar, evitando di fare l'errore madornale della volta precedente!!!

Ma no, non è finita.

Quando ha cominciato a non vedermi più sull'autobus, ha iniziato a ingolfarmi di squillini e messaggini, in continuazione, anche se non riceveva nessuna risposta. Al che sono stata persino tentata di cambiare numero.

Poi per fortuna un giorno ha smesso.

E volete sapere???? alla fine quando per caso l'ho rivisto non mi ha nemmeno salutata!!!
come è strano il mondo...!

In questi casi di solito ci rimango un po' male......ma in questo... NON SAPETE NEMMENO IL SOSPIRO DI SOLLIEVO CHE HO TIRATO!!!!!!!


THE END


(ps: l'immagine iniziale non c'entra niente con il post, ma è natale è natale si può amare di piùùùùù, e quindi ci stà!)

mercoledì 3 dicembre 2008

Knockin' On Heaven's Door....


Sono mancata per un po', nonostante mi fossi ripromessa di avere una regolarità quanto meno in questo blog.

Ma alla fine? alla fine chissenefrega, è solo un blog, uno stupido blog come tanti altri.

Non c'è più il blog? pazienza, credo che riuscirei a vivere benissimo lo stesso, come credo (e mi auguro) tutti voi.

Ma la cosa che mi sconcerta è la risposta a questa domanda: chi riuscirebbe a vivere come prima senza internet?

Vedo persone sclerare se non hanno la connessione per qualche giorno, vedo persone che ormai hanno la linea wirless persino inglobata nell'orologio, persone che si portano dietro il portatile come fosse un paio di mutande, persone che ammazzano la socializzazione passando la maggior parte del loro tempo a rincoglionirsi davanti allo schermo.


Ok. Devo ammettere che pure io spesso e volentieri riesco pure a passarci 3 ore di seguito, ma grazie a dio riesco ancora a controllarmi, e a un certo punto mi impongo si staccare.

E sono convinta che se mi togliessero internet a parte magari i primi giorni starei meglio di prima!

Ma sono altrettanto convinta che altre persone si sentirebbero irreversibilmente mutilate..

della serie "e ora come faccio a sentire quella persona x di cui magari non ho il numero ma con cui passavo 13 ore al giorno a chattare su msn?" e via dicendo.

Questa cosa mi fa una tristezza infinita, e sempre più spesso ultimamente mi capita di riflettere su quanto si potesse veramente "stare meglio quando si stava peggio"...che luogo comune a parte ho sempre definito una cazzata.

Invece mi "ri"trovo a "ri"credermi...

una volta c'era anche il tempo per pensare ad altre cose, cose più vere, reali, genuine, belle e brutte ma che potevi toccare con mano, ora è tutta una metropoli virtuale fatta di suonerie, di illusioni, tecnologia inutile (che se spendessero almeno la metà dei soldi che impiegano per inventare, produrre e schiaffare sul mercato certe boiate, per la ricerca, ora probabilmente avremmo depennato le malattie incurabili) etc etc...

è una continua gara a chi arriva più in alto di chi, a chi urla più forte.


Io mi sono iscritta a facebook, myspace e altri siti menata che "vanno di moda" (????),

sinceramente se qualcuno mi ponesse la domanda: perchè?

Io farei la figura della cretina, perchè, se dovessi essere sincera al 100%, mi ritroverei a fare scena muta.

Non lo sò perchè, così, perchè c'erano dei miei amici, perchè è bello "mettersi in vetrina" ormai al giorno d'oggi.

Bene, ad oggi mi eliminerei da tutti questi siti, mi stressano e mi hanno fatto trovare tanta gente che non vedevo/sentivo da moltissimo tempo, e che sarei stata altrettanto felice di non rivedere più.

senza contare che si da modo agli altri di spettegolare, di farsi i cazzi nostri.

Non sò se alla fine mi eliminerò, è anche vero che ho ritrovato qualche compagno delle elementari dato per disperso ormai... ma sicuramente se tornassi indietro ci penserei 2volte e probabilmente lascerei perdere.


Detto questo, forse qualcuno avrà intuito qualche nota strana in questo mio post...forse.

Che periodo ho? eheh me lo chiedo anch'io, e ho capito quanto sia bello potersi ancora stupire di se stessi.

Sono anni che dico "devo cambiare", che dico che sono cambiata, che cerco, ci provo, mi arrendo e ci riprovo, che cado, mi rialzo e poi ricado. Che piango, mi lecco le ferite e ricomincio da zero, che faccio promesse, a me stessa e agli altri, che le infrango, che non mi capisco, che mi sottovaluto, che mi sopravvaluto, che vado di petto, che mi chiudo a riccio, che mi guardo indietro, che credo con tutta me stessa e poi non credo più in niente, che spero, perdo la speranza e che ricomincio a sperare.

E poi un giorno succede.

Anzi no, non un giorno.

Succede, punto.

Qualcosa si muove.

Qualcosa dentro la mia testolina dura comincia a sciogliersi (oddio.....!) e poi a ricomporsi.

Mi fermo, mi guardo attorno e penso che forse ci siamo, ci siamo quasi.

Tante cose nuove. Abitudini, modi di fare e di pensare, ma soprattutto di reagire.

Una nuova regolarità.

tutto da rifinire, e certe cose le tengo per me. Al mio blog non interessano...

La strada è ancora lunga e tortuosa, cadrò di nuovo probabilmente, ma questa volta ho consapevolezza di me stessa.

Sò che avrò la forza di rialzarmi, sò che risalirò subito a cavallo.

E voglio che sia per sempre.

Ho tanta voglia di natura e di cose semplici, ma soprattutto ho voglia di tempo per me, me lo merito.

Lo voglio vivere senza pensare che sia inutile.

E' stato un percorso a denti stretti, sofferto, duro, fatto di bassi incredibili e di alti faticosi, e anche se non ne sono uscita, posso dire di vedere finalmente la luce e la fine di quella maledetta galleria.

Mi rimangono ancora tante paura, tanti brutti pensieri, tante cose che "non esistono"...ma sono certa supererò anche quelle. Il segreto è non avere fretta.


Non sò quanto lunga possa essere ancora la strada da percorrere prima di raggiungere il traguardo finale, ma non m'importa, quel buio che sembrava non avre fine, finalmente ora è dietro di me. Ma davanti, IO, la luce la vedo, e questo mi basta.