giovedì 9 ottobre 2008

Cosa resterà......



Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione,quella di noi nati agli inizi degli anni ’80 (anno più, anno meno), quelliche vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, nonabbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum perl’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90.Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali,mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quantosapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamodire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli chesono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, asaltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempoi primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi didivertimento o aver visto i cartoni animati a colori.Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante econ la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianchesulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamoavute dopo i 10 anni.Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e nonHalloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare laMaturità e i pionieri del 3+2.Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirciSentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vaia rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy,ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballatocon Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato lamitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona farecampagne contro la droga.Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelliper cui non gli costa niente licenziarci.Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se nonavessimo vissuto nessun avvenimento storico.Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro diBerlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella StanzaOvale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostragenerazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.);abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto benecosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro,abbiamogiocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe statoun mondo libero.Siamo la generazione di Bim Bum Bam, diClementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer eTerence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gliultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman,ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubbaerano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zuccherocome resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoigiocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma dimattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, KissMe Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa diBarbie di cartone ma con l’ascensore.La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ’82, e che ci viene un risosmorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è lafavorita.L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare ilportapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.L’ultima generazione degli spinelli.Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamoin macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag;facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.No avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusurea prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per leginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e ilgioco delle penitenze erabestiale.Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,tutti infilati in una cartella che raramenteaveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!Magiavamo dolci ebevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ciattaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Citrasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamolavandoci la testa con l’aceto.Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi,dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamotirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamol’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, chebevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccarloro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità,non in una chat dicendo: "ciao! da dv dgt?" Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamoimparato a crescere con tutto ciò.

1 commento:

Anonimo ha detto...

che bei ricordi!!!! :-)